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January 28 Probabilmente molti conosceranno la storia di Laika e anch'io pensavo di conoscerla bene ma da quando ho letto il fumetto di Nick Abadzis intitolato:"Laika" ho scoperto di nn saperne poi cosi' tanto!!! la piccolaKudryavka(ricciolina) e i suoi compagni meritano che si ricordi bene la sua, "loro" storia e il 3 Novembre 1957 data indimenticabile!!! Il cane che rincorse le stelle avrebbe di molto preferito continuare a rincorrere gatti e ciclisti per le strade di Mosca, se avesse potuto decidere lei, ma Kudryavka,ribattezzata Laika non era uncane qualsiasi... Era un soldato, una bandiera, un' esperimento, un monumento che l'Urss voleva costruire con il materiale della Guerra fredda, con i motori, i missili, le ambizioni e, soprattutto, con le bugie della propaganda. Laika, la bastardina arruolata dagli accalappiacani di Kruscevnn si addormento' serenamente nello spazio ,dopo una settimana di orbite, che avevano raccontato ma una morte orrenda e struggente, rinchiusa nel minuscolo Sputnik 2, poche ore (forse 5) dopo il lancio. Il suo cuore di cane fu schiacciato dal panico, dalla solitudine incomprensibile e dalla fiducia tradita....Laika, era stata scelta per la sua docilità, per la sua resistenza alle prove d'accelerazione nella centrifuga e per le sue dimensioni contenute!!! Con le sue compagne Mushka e Albina fu messa nel frullatore della centrifugache le spingeva il cuore fino a tre volte il ritmo normale delle pulsazioni cardiache...Le tre cagnoline furono costrette a vivere in gabbiette e contenitori sempre più piccoli e a nutrirsi solo di gelatine, la pappa che sarebbe stato messa a bordo!... Mushka, oltre che piccola, era anche la più intelligente. Era servita per collaudare i rudimentali strumenti di bordo, un ventilatore automatico che avrebbe dovuto raffreddare l'abitacolo...Albina era stata sparata due volte con razzi, ma recuperata con paracadute, per collaudare la resistenza al lancio.Fu scelta per il glorioso e aggiungerei vergignoso evento la piccola "Ricciolina"...Laika fulanciata senza sapere che per lei non era stato previsto nessun rientro. Che sarebbe rimasta tra le stelle. Raggiunta la velocità orbitale, il ventilatore,non funzionò e la temperatura nella bolla spaziale cominciò a raggiungere un caldo estremo..... Ma chiunque conosca un cane e abbia visto gli occhi di Laika mentre la insaccano dentro la sua gabbia, sa di che cosa è morta quella cagnetta, è morta di paura e di solitudine. Sognando i vicoli di Mosca, il branco dei randagi e i gatti che non avrebbe più rincorso, la mano di quegli uomini ai quali si era sicuramente affezionata, senza sapere quello che loro stavano preparando per lei. Il Viaggio di Laika fu lungo. Andò avanti per 6 mesi e 2.570 orbite, mentre il Cremlino mentiva sulla sopravvivenza di Laika...Infine nell' Aprile del 1958, quando lo Spuntik-2 perse velocità e rientrò nell'atmosfera, consumandosi in un ultimo, piccolo falò delle vanità ideologiche e dellacrudeltà umana Questa frase l'ha detta lo scienziato che addestrava laika: "Lavorare con gli animali e' motivo di sofferenza per noi tutti. Li trattiamo come bambini che nn possono parlare...Piu' passa il tempo, piu' mi rincrese per quello che e' successo. Da quella missione nn abbiamo imparato quanto bastava a giustificare la morte di un cane" Oleg Georgievic Gazenko, 1998 ç_ç ….senza parole…. November 27 E’ stato un solco tracciato all’improvviso senza certezze, senza prudenza nell’annusarci d’istinto e di stupore in un crescendo che dell’irregolare. Forse l’attesa ci ha visto troppo soli, forse nel mondo non sapevamo stare così distanti ad aspettarci ancora così prudenti, così distanti, così prudenti…. Sei il suono, le parole di ogni certezza avversa dentro il tuo odore siamo gli ostaggi di un amore che esplode ruvido di istinto e sudore. E’ stato un lampo esploso in un secondo a illuminarti in un riflesso quando temevi tutta la luce intera, l’irridescenza della tristezza… Probabilmente lasciandomi cadere a peso morto al tuo cspetto avrei sicuramente permesso la visuale sulle mie allienazioni sui miei tormenti, sui miei frammenti… Ma voglio che tu, tu piano piano scivoli dentro me… Ma voglio che poi, nell’insinuarti sia incantevole… Ma voglio che tu, tu piano piano faccia strage di me in un incerto compromesso tra la mia anima e il suo riflesso! Sei il suono, le parole di ogni certezza persa dentro il tuo odore siamo gli ostaggi di un amore che esplode fragile di istinto e sudore. Quanti graffi da accarezzare per tutti i cieli che possiamo tracciare, tutte le reti del tuo odore dentro agli oceani che dobbiamo affrontare. Ma voglio che tu, tu piano piano scivoli dentro me… Ma voglio che tu, nell’insinuarti sia incantevole… Ma voglio che tu, tu piano piano scivoli dentro me… Ma voglio che poi, nell’insinuarti sia incantevole… Ma voglio……
La triste storia del cane nazionale Giapponese Da decenni, uno dei luoghi di ritrovo più frequentati nella stazione di Shibuya, a Tokyo, è l’uscita Shibuya Ha chikoguchi. Quì si trova la famosa statua di Hachiko, un grosso akita conosciuto in tutto il Giappone per la sua fedeltà perchè per molti anni, più o meno nel punto ora occupato dalla sua riproduzione in bronzo, ha aspettato pazientemente l’amato padrone, un padrone che non sarebbe più tornato a casa. Il cane diventato leggenda apparteneva a Eisaburo Ueno, professore alla facoltà di Agraria dell’università di Tokyo. Tutte le mattine Hachiko lo accompagnava ala stazione di Shibuya e tutti i pomeriggi, alle tre in punto, si sedeva sulla banchina in pacifica attesa. Ma un giorno del maggio 1925 il profesore si sentì male al lavoro e morì. Quel pomeriggio il fedele Hachiko, ligio al dovere, rimase in attesa nel solito posto, ma invano. Nonostante la delusione perchè il suo padrone non era sceso dal treno, lui non si diede per vinto. Per i successivi dieci anni, Hachiko tornò alle tre in punto sul luogo dell’appuntamento, sperando di veder finalmente arrivare il professore. Il cane diventò una presenza fissa alla stazione, tanto che gli venne allestita una cuccia in un magazzino. In seguito la sua storia arrivò all’orecchio dei giornalisti e Hachiko si trasformò in un’icona nazionale. La sua vicenda ispirò un racconto per ragazzi e nel 1934 fu eretta una statua in suo onore nella stazione. Hachiko in persona presenziò all’inaugurazione… e poi si rimise ad aspettare. Il vecchio cane, nonostante la fama, continuò la sua veglia solitaria fino all’8 marzo 1935, quando morì. Durante la seconda guerra mondiale, la statua originale venne fusa per contribuire allo sforzo bellico nipponico, ma nel 1948 il figlio dell’artista che l’aveva creata ne realizzò una nuova, che venne collocata esattamente nello stesso punto in cui sorgeva la prima. Oggi l’effigie di Hachiko attende ancora il suo amato padrone, ignara del fatto che la sua fedeltà ha avuto importanti conseguenze per la sua razza. Mentre lui era in vita, l’akita era in via d’estinzione, invece ora, in parte grazie alla popolarità del suo rappresentante più noto, è il cane nazionale del Giappone. Hachiko continua a vivere nella letteratura e nel cinema, e lo si può ammirare, impagliato, al Museo nazionale delle Scienze di Tokyo. Ps: I cani sono stupendi! Abbiamo molto da imparare da loro!!! November 25 Ecco la Super Foxy come non l’avevate mai vista!! 
Naturalmente è stata un idea di Alby!!! Bellissima!!! Grazie Amore!!! November 20 Candele che si spengono Se una candela si spegne durante una cerimonia vuol dire che ci sono spiriti maligni nelle vicinanze. Il "fuoco" sulle torte che venivano preparate nei banchetti festosi serviva invece a tenere lontani gli spiriti maligni. E' per questo motivo che, alla fine delle celebrazioni le candele venivano spente con un soffio: a festa ormai finita gli "spiriti malvagi" si allontanavano da soli e il fuoco non serviva più. Il gatto nero La diceria che il gatto nero porti sfortuna ha origine nel Medioevo quando essi in genere erano considerati i diabolici compagni delle streghe, per la loro abitudine a uscire di notte. Quelli di colore nero inoltre, non molto visibili nell'oscurità, facevano imbizzarrire i cavalli, i quali scaraventavano i cavalieri a terra con estrema violenza. Da qui infatti proviene l'idea che portino sfortuna quando ci attraversano la strada. Il ferro di cavallo La tradizione che il ferro di cavallo sia un portafortuna trae origine dai tempi in cui gli uomini erano divisi in nobili cavalieri e poveri contadini. Succedeva che i poveri contadini stavano nelle loro misere dimore e vedevano sfrecciare i cavalieri. Se il cavallo perdeva un ferro allora il cavaliere era costretto a fermarsi e il contadino poteva dargli una mano e rimediare così qualche moneta in cambio dell'aiuto prestato. Ecco perché il ferro di cavallo diventa un portafortuna solo se trovato per strada e poi appeso sulla porta di casa. Passare sotto una scala La scala poggiata al muro forma un triangolo e attraversare il triangolo vuol dire rompere l'equilibrio energetico che questa forma crea. Il triangolo è una forma estremamente legata alle credenze religiose. O più prosaicamente perche una volta le scale erano fatte a tiangolo quindi con una precaria stabilità: chi passava sotto rischiava di vedersi arrivare addosso qualsiasi cosa. Specchio rotto Vedere la propria immagine distorta e spezzata nei frammenti di uno specchio rotto dava l'idea di conseguenze negative. Furono gli antichi Romani a decidere che uno specchio rotto avrebbe causato 7 anni di guai: esisteva infatti all'epoca una credenza secondo cui la vita si rinnoverebbe ogni 7 anni. Poiché uno specchio rotto significava che la salute era stata spezzata, si concluse che sarebbero stati necessari 7 anni prima di tornare sani come prima. Versare il sale Anche se nel Cenacolo di Leonardo Da Vinci non si vede più, data l'usura della tela, Giuda col gomito aveva rovesciato il salino mentre parlava all'orecchio di Gesù. Da qui è partita la superstizione che versare il sale porti sfortuna. Il sale comunque ha sempre avuto nell'antichità un grandissimo valore. Si pagava la gente con il sale (il salario appunto) ma ci sono molti altri significati positivi, per cui rovesciare il sale porta male in quanto spreco di un bene prezioso. Lenticchie la notte di San Silvestro Mangiare le lenticchie la notte di capodanno si dice che porti ricchezza. Ogni lenticchia è, infatti, rappresentazione di una moneta e quindi più ne mangeremo e più soldi avremo. Anche lo zampone e il cotechino sono divenute il simbolo dell'abbondanza viste anche le caratteristiche super nutrienti della carne di maiale. Mangiare queste due pietanze a capodanno promette un anno ricco e fortunato. Anche chiudere la cena con uva e frutta secca è garanzia di un anno prospero: "chi mangia l'uva per Capodanno -recita un antico proverbio- conta i quattrini tutto l'anno". L'ombrello in casa I primi ombrelli avevano la struttura in ferro e soprattutto il terminale assai appuntito per questo motivo spesso se si peccava di prudenza si rischiava di fare male alle persone. Di qui l'usanza di dire che porti male aprire l'ombrello in casa. Ma c'è anche una superstizione legata alla morte: il prete che impartiva l'estrema unzione era assisitito da un chierico con un apposito baldacchino a forma di ombrello. I numeri 13 e 17 Superstizione di origine asiatica: 13 sono infatti gli spiriti della casa, 12 buoni, il tredicesimo malvagio. Al 13 sono legate altre leggende: Filippo di Macedonia aggiunse la sua statua a quelle di dodici divinità. Secondo la leggenda fu ucciso per questo. Tredici furono i convitati all'ultima cena. Nell'Apocalisse il tredicesimo capitolo è quello del Male e dell'Anticristo, Satana (Satvan, "l'avversario"). Il 17 in Asia era considerato favorevole (nei tarocchi è rappresentato dalle stelle, 17 sono le parole di preambolo alla preghiera, 17 sono i regali consigli, che si impartivano sussurrati nell'orecchio, all'atto dell'incoronazione; 17 sono i simboli del vessillo reale. Nel Medioevo però fu il simbolo dei morti per impiccagione. Presso i romani, anagrammando il numero XVII, si otteneva il verbo VIXI che in latino, vuol dire "vissi" (sono morto!). Nè di venere nè di marte Il detto "nè di venere (venerdì) nè di marte (martedì) non si sposa e non si parte" è collegato al fatto che martedì è il giorno di Marte dio della guerra e il venerdì, secondo la credenza popolare, è propizio ai diavoli e alle streghe. (venerdì si ricollega anche alla passione di Cristo). Pestare le feci animali Di dubbia origine ma pare la più accreditata: durante la Grande Guerra, il sistema più efficace per aggirare le mine era quello di camminare saltellando sugli escrementi di vacca (dove era passato l'animale poteva passare anche un uomo). Il quadrifoglio Trovare il quadrifoglio è un porta fortuna perchè è il fiore dei lepricani che sono i custodi delle pentole piene d'oro che si trovano alla fine dell'arcobaleno e quindi donano la fortuna a chi li trova. "Merda" agli attori Agli attori o in teatro si dice merda per portare fortuna perché prima della nascita dell'automobile si utilizzavano le carrozze e quindi se davanti ad un teatro c'era molta cacca di cavallo significava che c'era stato molto pubblico e quindi che lo spettacolo era andato bene.  October 23 Interrompo questo lunghissimo silenzio stampa per comunicare una notizia molto interessante! Dopo il Maggiolone, la Mini e la 500 ecco riapparire sul mercato un mito del passato anche se in versione completamente rivisitata, la Citroen Revolte Concept: compatta e dal look nostalgico, fa pensare al ritorno della mitica 2 Cavalli!   Certo non sarà la stessa cosa della sua antenata…ma ammetto che un pensierino c’è lo farei! Viola è vramente molto bella!!!
Citroen 2CV potrebbe ritornare a breve. Dal sito World Car Fans ecco un set completo di immagini del prototipo, destnato a quanto pare, ad un roseo futuro produttivo. Già oltre un anno fa avevamo proposto un primo rendering di come potrebbe essere la 2 CV degli anni Duemila ed ora Citroen diffonde i teaser di una non meglio identificata concept. Non sono solo le forme di questa vettura che ci fanno supporre la rinascita della mitica 2 Cavalli ma anche il successo mondiale di Fiat 500 e prima ancora della Mini by BMW che hanno consacrato il fenomeno del 'revival automobilistico'. Da semplice amarcord, destinato a ridotti volumi di produzione, l'introduzione sul mercato di vetture ispirate a successi del passato è divenuta autentica linfa vitale per i bilanci di molte case automobilistiche. Guardando al passato, alle utilitarie più rappresentative dell'ultimo mezzo secolo, non si può certo tralasciare la mitica Citroen 2 Cavalli (o Deux Chevaux, per i francofoni). Questa vettura, nata sotto forma di prototipo nel lontano 1939, la 2 Cavalli ha attraversato intere decadi di storia europea: basata su intuizioni geniali, votata a semplicità, razionalizzazione dei costi di produzione e affidabilità, rimane tutt'ora un piccolo capolavoro di ingegneria. Senza contare un aspetto fondamentale, un altro punto di forza che non si trova nelle schede tecniche: la simpatia. Sulla base di quanto detto, vi proponiamo una serie di elaborazioni grafiche ad opera del designer Marco Maltese che ritraggono una ipotetica riedizione della leggendaria 2 Cavalli, oltre ai teaser diffusi da Citroen. Come Fiat ha scelto l'affidabile Panda come base tecnica per la 500, cosè Citroen potrebbe basare la rinata 2 Cavalli sulla C3 rinnovata di recente. Speriamo sembra molto carina….anche se io rimango fedele alla mia Super Foxy!!! Ah dimenticavo…ci siamo!!
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